Geologia
Nella zona del Pian della Nana i caratteri della geologia e della forma del paesaggio sono così vistosi ed interessanti che a essi è
stato dedicato dal Parco naturale Adamello Brenta un apposito percorso didattico, attrezzato con pannelli illustrati.
Tutte le rocce che compongono queste montagne sono di origine sedimentaria, cioè si sono formate sul fondo di antichissimi mari grazie all’accumulo di particelle minerali.
Solo in seguito i colossali scontri tra porzioni della crosta terrestre hanno spinto verso l’alto i sedimenti ormai pietrificati, formando le montagne. L’evidente stratificazione delle cime che circondano il Pian della Nana mostra, con l’alternanza di spessori e colori, momenti diversi del remoto processo di deposizione marina.
Diffusissimi sull’altopiano sono i segni del modellamento glaciale risalente all’ultima glaciazione: qui fino a 20.000-15.000 anni fa c’era un piccolo ghiacciaio che con i suoi movimenti ha eroso le rocce, scavando conche e smussando i dossi. Parte del materiale eroso è stato accumulato negli argini morenici laterali ai piedi del Monte Palon.
Ma l’Alpe Nana è anche un fantastico “libro aperto” sui fenomeni del carsismo, il processo chimico con il quale l’acqua dissolve la roccia calcarea e la scolpisce lentamente ma inesorabilmente. Abbondano quassù le rocce intaccate in superficie con la formazione di solchi, scannellature, vaschette di corrosione e fessure.
Dove l’acqua riesce ad infiltrarsi in profondità, prosegue la sua azione dando vita ad estesi condotti sotterranei. Le acque che “scompaiono” nei condotti sotterranei di origine carsica compiono percorsi misteriosi, tornando alla luce spesso a grande distanza.
Varie sorgenti in Val di Sole e in Val di Tovel originano proprio dall'Alpe Nana.